19/03/2019

Ci è parsa una scelta quantomeno curiosa quello di intitolare un disco come questo "Revolution". Già perché il disco degli The Hot Blood Spirit è tutto fuorché rivoluzionario ma non bisogna prendere questa affermazione come negativa, anzi. Già perché "Revolution" in realtà è un ottimo lavoro solo che invece di "carica rivoluzionaria" ha una sua "sospensione dal caos quotidiano" che lo rende prezioso, anche e soprattutto nel 2019. Infatti il gruppo pugliese in pezzi come "Road to Mexico" o "Grain" infatti realizza dei pezzi ben scritti e contraddistinti da atmosfere rilassate e rilassanti che ben si sposano con un momento, giustappunto, sospensione dallo stress dei mille impegni quotidiani.


Ecco allora che gli orizzonti si allargano e con loro anche il tempo "da perdere" che ci possiamo concedere e farlo con un pezzo come il già citato "Grain" si rivela come un'ottima scelta. Poi vi sono anche degli aspetti che meno convincono del lavoro dei pugliesi, come ad esempio certi arrangiamento troppo vecchio stile (dal vintage all'obsoleto, ormai, il passo è breve) ma rimane il fatto che il lavoro sia di ottimo fattura e che, nelle occasioni in cui avviene, le voci e i cori bene si armonizzano tra di loro (fatto questo non scontato, non scontato davvero). Bene così ma per favore non chiamatela rivoluzione. 

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