22/03/2019

Dalle fredde terre svedesi arriva “How can you be blue?”, ep dei Radio May Wave (in cui milita il bassista e produttore italiano Simone Odoardi) composto da cinque tracce tra post-grunge, noise e dark wave. Questo lavoro giunge dopo il disco d’esordio, “Anybody Cares?” e a giudicare da questi primi titoli sembra che la band di Stoccolma voglia tenersi ben lontana dal dare risposte ma piuttosto porre le giuste domande…

Voce e chitarra sono affidate alla carismatica Vera-Linn Vice e alla sua ugola dal timbro un po’ nasale, che fa proprio lo stile interpretativo di artisti come Kim Gordon, Courtney Love e Billy Corgan personalizzandolo con qualche sbavatura à la Stephen Malkmus e un tocco androgino.

La sezione ritmica sostiene senza troppa incisività un lavoro che è comunque portato avanti principalmente dalle chitarre e dalla loro forte personalità, nonché dagli effetti lo-fi che avvolgono le atmosfere dei pezzi e donano loro un appeal coinvolgente.

Confermando quello che si può definire lo stile dei Radio May Wave, anche queste cinque canzoni, come quelle del precedente lavoro, presentano sonorità con forti richiami agli anni 90 e al rock alternativo prodotto all’epoca soprattutto oltreoceano, ma l’ascolto non risulta anacronistico grazie all’attitudine anticonformista e sbarazzina di questa band in grado di comporre con semplicità pezzi coerenti e dignitosi anche se svuotati di tutti gli arrangiamenti distorti, come dimostra soprattutto l’ultima traccia, l’acustica “My Mother, My Lover, My Home”, unico pezzo di questo ep che non era stato pubblicato prima come singolo.

Un bel lavoro con composizioni sincere e melodie ruvide e orecchiabili che può far ritagliare ai Radio May Wave una propria rispettabilissima nicchia.

 

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