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RECENSIONE
27/05/2005

Poco più di un quarto d’ora. Abbastanza per fidarsi dei Matta Clast e della loro musica, condensato di tanta bella robina legata più che altro alle atmosfere indie dei ’90 (Smashing Pumpkins, ma anche Radiohead e moderate lentezze alla CSI).

Tre canzoni ben fatte e altrettanto ben suonate, snodate lungo un percorso nel quale la band perugina si muove con sicurezza, grazie all’uso di ballate nelle quali chitarre e tastiere offrono un tappeto sonoro piacevole e mai sopra le righe, a volte agganciate a un retrogusto (moderatamente) rabbioso, come nel caso dell’opener, altre con concessioni quasi oniriche (“Sera”). “Una luna sfinita” inserisce alcuni elementi fuorvianti, vedasi qualche concessione alla pulizia del suono tipica di Sting e una parte finale che rimanda, con i suoi addentellati anni ’60, a una timida corsa in chiave space-rock. Segnale del fatto che i ragazzi stanno cercando la quadratura del cerchio più o meno definitiva, ma è indubbio che questo biglietto da visita fa ben sperare. A presto, dunque.

Tracklist

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