Marongiu & I Sporcaccioni Austria & Puttane 2018 - Blues, Garage, Punk rock

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Fancazzismo, sesso, irriverenza e un bel tiro per Marongiu e i Sporcaccioni.

“Claudio Marongiu è un grande artista. È riuscito a trasformare in poesie le nostre miserie, per questo tutti lo ascoltano, pochi lo capiscono e nessuno lo ama”. Il testo di “Pizzin”, breve recitativo inserito più o meno a metà di “Austria & Puttane”, può essere considerato il manifesto programmatico di Marongiu & I Sporcaccioni. Anche se non è vero che nessuno ami il buon vecchio Claudio. Certo, esibirsi in mutande durante i concerti non aiuta, però c’è sostanza. E non solo tra le rotondità della sua pancia. La seconda prova discografica del grande artista friulano, tanto per cominciare, ha un buon tiro, distribuito equamente tra riff tamarri, energia rock and roll, furore hard, intersecato all’interno di reminiscenze blues. E poi marcette, simil-valzer, ritmi carnascialeschi, funzionali a testi fancazzisti, ironici, dispersi tra espliciti riferimenti all’organo genitale femminile e al sesso, anche a quello a pagamento, come si deduce dal titolo.

Per poter apprezzare come si deve “Austria & Puttane”, è necessario dare corda a Claudio Marongiu e alla sua band. Saranno anche sessisti con le loro battutacce boccaccesche, ma basta un attimo per convincersi che la loro chiassosa irriverenza è rigenerante, oltre che estremamente divertente. Il dialetto bisiacco (dalle parti di Gorizia e dintorni) usato per colorare i testi aiuta, nonostante tutto, a immergersi nel microcosmo della provincia italiana e del profondo nord est, in quel tessuto perbenista a intermittenza (miserie, appunto) che Marongiu e compagni si sono incaricati di prendere a picconate. A modo loro. Da ascoltare con una bottiglia di vino rosso di pessima qualità pronta per la bisogna, di quelle in sconto permanente all’hard discount dell’angolo.  

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La recensione Austria & Puttane di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-11-27 09:00:00

COMMENTI (2)

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  • an.toso 4 anni fa Rispondi

    Mi ritrovo abbastanza nel giudizio di Rock it, dicendo però che una band che punta sul grottesco per fare successo (si direbbe Trash) e su un dialetto incomprensibile già passato il confine dell'isonzo e del timavo è davvero di nicchia. Per fare un paragone è come una scoreggia, alla prima ridi, alla seconda ti incazzi alla terza senti solo puzza di merda. Credo che la band sia a un bivio: o si evolve e diventa un novello Elio e le storie tese oppure muore lì. Esordio interessante comunque , sonorità e ritmi da grandi artisti...troppo Trash, talvolta. da lontano li seguo da tempo.

  • cuppari 4 anni fa Rispondi

    luv