09/12/2005

Bella la spilletta degli Unknown artist. E il disco non è male per un gruppo così giovane. Davvero ben registrato, simpatica ghost track, qualche brano, specie in testa alla tracklist, potrebbe risultare davvero carino e pop, con un po' di lavoro. Certo, per uscire dal purgatorio del punkettino adolescenziale ci vuole ancora molto lavoro.

La voce ad esempio sembra ancora troppo nasale, e se nei momenti migliori ricorda Fat Mike, in quelli peggiori è fastidiosamente piatta. Tra l'altro l'inglese un po' impostato ne smorza ancora di più la carica. Il batterista fa il suo lavoro, ma la batteria ogni tanto suona ancora come un'obliteratrice assassina. I brani desiderano varietà di scrittura come un interista lo scudetto, perchè non basta mandare a mille il battipanni e buttarci sopra due buone melodie, il risultato deve avere personalità, cosa che al momento manca.

Chiariamoci, questo disco si fa ascoltare, è molto skate, migliora con gli ascolti e dopo neanche due anni di attività mi sembra un buon risultato, una buona base di partenza. Ma ci vuole ancora qualcosa per uscire dalla minuscola california.

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La recensione Unknown Artist - Recensione - Highway To The Middle Of Nowhere di Andrea La Placa è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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