09/11/2018

Una rapida occhiatina alla playlist, prima dell’ascolto, e subito mi casca l’occhietto sull’ultimo brano: la cover di quella “All Cats Are Grey” di curiana memoria posizionata in chiusura disco da Valente, come a volersi congedare omaggiando una colonna portante della propria formazione musicale.
Precisiamo però che “Il Blu Di Ieri”, lungi dal solcare pedissequamente le stesse traiettorie musicali di Robert Smith & Soci (eccezion fatta, forse, per “Arrendersi” e “Volume Altissimo”), trae piuttosto spunto dagli insegnamenti di certa new wave italiana, per l’esattezza quella più raffinata, trasversale e meno gotica che nei Diaframma, Denovo, Faust’O e Garbo contemplava i suoi nomi più rappresentativi. Nelle intenzioni del musicista veneto – a partire dal titolo stesso dell’album – il superamento di un passato artistico e probabilmente esistenziale (simbolicamente incarnato dal colore blu) che per molti suoi colleghi si è rivelato invece oltremodo invasivo e ingombrante.

Come vie di fuga una palpabile rarefazione delle atmosfere portanti attraverso l’uso dominante del sax (“Sogni Di Te”, “Notti Senza Sogni” e la stessa “All Cats Are Grey”), un malinconico quanto decadente cantautorato introspettivo a caratterizzare le narrazioni e occasionali sconfinamenti nella musica leggera italiana, i quali però non sempre si rivelano all’altezza del quadro generale (“Stai”, la title track). Episodi, questi ultimi, che comunque non inficiano la panoramicità di un lavoro che sa toccare con mestiere le sponde dell’elettronica, del rock, del jazz e della canzone d’autore, talvolta riuscendo persino a evocare, in alcuni passaggi ritmici, delle vere e proprie divinità della scena new wave britannica come l’immenso Mick Karn dei Japan (i volteggi di basso di “Un Mondo Nuovo” e “Notti Senza Sogni”).
En passant segnaliamo anche, tra i collaboratori di Valente, il buon Xabier Iriondo alla chitarra, a supportare con sapienza un progetto artistico che forse ha il cuore ancora incagliato nel passato ma gli occhi irreversibilmente puntati addosso al futuro.

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