08/06/2005

Nirvana. Di fronte a questo nome fra le influenze della band un'affezionata al gruppo di Seattle come me non poteva rimanere impassibile. Non per la novità, inesistente. Quanto per un misto di curiosità e scetticismo nel constatare la supposta somiglianza.

Gli hYPNOTIC hYSTERIA offrono un suono sporco, decisamente vicino alla band americana. "Bleach", per la precisione. Il cantato si avvicina vagamente a quello di Kurt Cobain, come nell'attacco di "Music", ma per degli istanti brevissimi. Due voci profondamente differenti. Decisamente più grave questa.

Il test non è stato superato appieno. Ma non importa. Una perfetta imitazione sarebbe del tutto inutile. Soprattutto di fronte alla possibilità di ascoltare l'originale.

Un giudizio abbastanza positivo. Non fosse per la noia mortale che mi obbliga a sostituire il cd istantaneamente al secondo ascolto. Due sensazioni tanto differenti nel giro di pochissimo tempo. Non riesco a spiegarmelo. Come può un gruppo apparire valido e annoiare un attimo dopo?

Diventa una sfida. Naturalmente una sfida personale. Continuo ad ascoltare gli hYPNOTIC hYSTERIA, imparo a conoscerli più profondamente, ad apprezzare i loro pezzi. "Grey Sky" e "Music" su tutti. Alla fine raggiungo l'obiettivo. Individuo la causa della contraddizione insita ai miei ascolti.

Troppi minuti. Ogni singolo brano ha una durata esagerata. Non che la lunghezza sia un difetto in assoluto, ma in questo caso lo è. Riducendola si otterrebbe sicuramente un risultato migliore.

Un'ultima cosa. L'italiano è da evitare. "Resurrezione" ne è la prova.

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La recensione Hypnotic Hysteria - Recensione - s/t di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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