19/11/2018

La politica dei Colle Der Fomento (gli attesissimi, Colle Der Fomento) è chiara ed evidente: indipendenti fino alla fine, una carriera artistica sinonimo di una coerenza che ormai ha superato i 20 anni. In questo disco troviamo tutte le conferme stilistiche che hanno reso il Colle importante in questi anni: dal rapporto con il sociale e senza bandiere ("Penso diverso") passando per una title-track che, da sola, è in grado di spiegare l'attitudine e le connotazioni della scena rap romana creatasi attorno al Colle e ai suoi affiliati ("Né per stile, né per fama, né denaro / Scrivo tutta quanta la mia rabbia pe' sto mondo").

All'estrema dimostrazione di coerenza, però, si affianca l'idea che, data l'assenza decennale valeva forse provare un qualcosa "di più": affiancare agli amici di sempre una struttura lavorativa diversa o coinvolgere artisticamente qualcuno al di fuori di queste loro logiche artistiche e personali (un eventuale pupillo, un qualche altro veterano) poteva diventare una sorta di sfida con se stessi ancora più grande di quelle paranoie che tanto Danno quanto Masito (quest'ultimo davvero in stato di grazia) fanno emergere man mano che la tracklist scorre. Questa scelta è allora la vera lente con cui leggere il disco: una coerenza estrema solo a se stessi. Danno in "Noodles" rappa: "Se ho lasciato è stato solo per salvarci / E non tradirci e ritrovarci liberi e lontani da lucchetti e catenacci / Forti anche contro la corrente eh sì / Pronti a giocarci tutto sennò la vita è niente!", e questo è il manifesto del Colle, ora e sempre.

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