29/10/2018

"Lo Spirito Che Suona", prima ancora di essere un disco, è innanzitutto una festa, proprio come fu l'evento dedicato a Primo Brown nel marzo 2016. Proprio come in quell'evento, questo disco è un modo di riunire la scena rap, spesso divisa, sotto un'unica bandiera: la musica. Da Marracash a Coez, passando per Johnny Marsiglia, Mezzosangue, Madman, Gemitaiz, Danno e gli outsider Adriano Viterbini, Giuliano Sangiorgi, Roy Paci, ognuno ha dato il suo contributo per rendere speciale "Lo Spirito Che Suona". Infine sì, inutile girarci attorno, è un modo per sentire di nuovo Primo e il suo carisma, la sua forza, la sua delivery. Un rap di caratura altissima, che ci fa sentire sollevati e ci fa sorridere. "Stronzo tu sei morto, io no" è praticamente la prima cosa che gli sentiamo dire, ed è un bel modo di esorcizzare e di guadagnarsi l'immortalità.

Primo ha scritto alcune delle strofe più stilose del rap italiano e, anche in questo episodio, firma alcune delle più belle del disco. Non sono da meno gli ospiti: Gemitaiz, Coez e Johnny Marsiglia su tutti, ma questa sappiamo essere una parentesi che merita da sola ore di discussioni, visto il contributo unico offerto da tutti, solo per poi essere archiviata nel classico de gustibus. Ovviamente fondamentali Grandi  Numeri e Squarta, che mai come oggi dimostrano assieme una forza e una personalità spiccata, oltre che una cifra stilistica ben riconoscibile 

Oltre a questo, "Lo Spirito Che Suona" è innanzitutto un disco dei Cor Veleno e in quanto tale il suono è curato in ogni dettaglio. Un disco che, nel panorama attuale, merita l'heavy rotation in ogni impianto. "Senti bene, non mi serve il tuo abito sacro / Di più di quanto sangue ha versato già mio papo, che mi ha allevato / E solo la mia messa è buona / Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito che suona!" cantava Primo nel 2011 e, ieri come oggi, sottoscriviamo ogni parola.

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