24/04/2019

L'esordio su disco dei marchigiani Capabrò è una sorta di piccolo manifesto artistico che contiene tutto ciò che la band ha fatto fin dagli esordi, anticipando anche come potrebbe essere assistere ad un loro concerto dal vivo, ovvero un'esperienza quasi ai limiti del surreale. Quasi tutti i brani di “Musicanormale”, eccetto quello finale, sono caratterizzati da un rock-pop arioso, solare e spensierato, che ironizza su tutto – dal matrimonio alle tasse da pagare – e sono costruiti su testi brillanti ed accordi in levare, con piacevoli e frequenti accenni surf e ska (“Viva la revolucion!” e “E balla!” ad esempio rimandano, in qualche passaggio, agli Ska-P).

Nell'immaginario dissacrante e grottesco che fa da sfondo a questo disco, però, tutto ha un senso e niente appare fuori posto o strampalato, nemmeno il parlare al proprio pesce (“Sorriderò”) oppure la storia di “Un cane difettoso” raccontata in prima persona dall'animale stesso o, ancora, la visione de “L'amore” nel cantereccio e corale featuring con Cecco e Cipo, che entra subito in testa e affronta l'argomento in modo, come dire, sui generis. I Capabrò hanno un'identità molto definita, uno stile riconoscibile ed originale e, soprattutto, si divertono trasmettendo il loro spirito scanzonato al pubblico. Tutti elementi, questi, non così frequenti da trovare in giro tra i palchi italiani.

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