16/03/2019

Ascoltando “Rughe”, ep d’esordio dei MahDoh, non si può non rimanere piacevolmente colpiti: sebbene ad un primo impatto i cinque brani che lo compongono rischino di passare inosservati nella loro apparente innocuità, i successivi ascolti aprono pian piano le porte al mondo che i MahDoh si sono impegnati a costruire con le loro canzoni, e l’apparente naïveté che permea l’intero disco ne diventa l’ingresso principale.

Si rivela così un connubio molto riuscito tra le sonorità pop, divertenti e aggraziate –a riprova di come sia ancora possibile suonare un pop valido senza per forza doversi far contaminare dalla moda elettronica del momento- e la vena umoristica piuttosto surreale contenuta nei versi dei brani. Quest’ultima costituisce l’aspetto più riuscito e peculiare dei pezzi di “Rughe”, ed evidenzia la leggerezza di fondo su cui sembrano galleggiare i Mahdoh, che finisce inevitabilmente per coinvolgere anche gli ascoltatori. Assistiamo quindi a diversi momenti di divertito wtf, che uno dopo l’altro diventano i mattoni dell’assurda quotidianità cantata dai MahDoh. Unica eccezione, più standard nella sua natura, è “Hey ciao”, canzone che calza perfettamente nel ruolo di ballad romantica dell’ep.

La direzione intrapresa dai MahDoh può portarli lontano, starà al quintetto romano riuscire a percorrerla proficuamente.

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La recensione MahDoh - Recensione - Rughe (EP) di Davide Bonfanti è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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