15/04/2019

Era il 2008 quando si affacciava sulla scena rap Italian Farmer, poi diventato Dellino Farmer, con la sua originale variante “agricola” di un genere che solitamente fa di sesso, droga e lusso sfrenato il proprio leit-motiv. Andando controcorrente, questo artista “è trattorista e se ne vanta”, come canta un suo personaggio in “Trattorista” (uno dei suoi cavalli di battaglia, in cui cita anche De André) e “non ho Maserati, non ho Lamborghini” ma tra il serio e il faceto si dimostra piuttosto ricco di storie legate alla quotidianità, a temi sociali e ambientali e alla tradizione, in particolare quella locale (bresciana, ma anche bergamasca e veronese), e porta avanti così la sua carriera di “agro rapper” che nel 2018, per il primo decennio, viene festeggiata con questa raccolta, intitolata “The Best-ia” in cui troviamo anche le collaborazioni con Piergiorgio Cinelli, Riccardo Maffoni e la BioBand.

Come Dellino stesso dichiara, le sue rime raccontano “di paesi, campagne, cucina nostrana, lavoro e lingua locale” andando a scovare le ispirazioni in luoghi più comuni ai cantautori che ai rapper. Le sue basi non sono da meno e non restano ancorate ai ritmi rap/hip hop, spaziando anche lungo le vie del reggae e del funk.

In “The Best-ia” non troviamo solo “classici” ma anche alcuni inediti, come “Barbielonia”, “Scie chimiche” e soprattutto “I fos x al lonc” (scelto anche come singolo di lancio) che entrerà di diritto in molte playlist rimate grazie al suo sguardo frizzante sul mondo degli anziani.

Un interessante compendio di questi primi dieci anni di attività che potrà forse espandere il pubblico di Dellino Farmer anche oltre la provincia, sebbene non sia semplicissimo comprendere pienamente i testi se non si ha un minimo di dimestichezza con i dialetti lombardo-veneti.

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