20/08/2005

Al tempo dell’esordio parlammo in termini quasi entusiastici di questo quartetto emiliano, grazie ad un disco omonimo che in pochi seppero apprezzare per freschezza e sincerità. Non si trattava infatti di una proposta rivoluzionaria, ma di semplice rock‘n’roll suonato senza fronzoli e con alcune tracce (tipo “Ciofi and Anna” oppure “Stupid Barney”) che azzeccavano riff da far invidia ai ben più blasonati gruppi inglesi. Mancava forse qualche tassello alla voce ‘amalgama’, ma sembra che col tempo e l’esperienza i ragazzi abbiano trovato la giusta misura.

“Bob Berdella Bizarre Bordello” ne è la prova, inconfutabile. Adesso c’è più carne al fuoco (quasi mai troppa) ma anche tanta legna da ardere; il che significa che al rock si aggiunge la psichedelia (tanta e in varie salse), il blues lancinante che sconfina nel punk, a tratti il prog (!!!), qualche sprazzo di folk (quello della west-coast americana dei ’60), il funk e via dicendo. C’è insomma di che rimanere impressionati ascoltando l’intero lavoro, stavolta avvantagiato da una reale omogeneità di fondo grazie anche ad un attento mixaggio.

Piacciono soprattutto gli interventi del sax, quasi a ricordare certe cose degli Stooges, ma è probabilmente lo spirito di quegli anni che pervade le tracce di questo cd a renderlo ‘speciale’. C’è insomma quel senso tangibile di (passatemi la definizione) ‘free music’ a farvi apprezzare tutta l’opera, quasi che la band fosse alla continua ricerca di un centro di gravità permanente per poi schizzare lontana appena se ne sente risucchiata.

Ci sono tutti i presupposti per crescere ancora e diventare famosi, perché le canzoni ci sono e l’attitudine anche. Prepariamo le valigie per vederli suonare all’estero: non ruberebbero il posto a nessuno!

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