15/02/2019

Da un punto di vista creativo questo disco è interessante, grazie alla capacità del suo autore di scovare melodie volte ad arricchire il suono di una sezione ritmica pronta, vivace sin dal primo ascolto. Al centro del lavoro c’è una sensibilità pop e una scrittura diretta alle emozioni; fitto il dialogo tra strumenti acustici che comunicano efficacemente tra loro. Ci troviamo di fronte a un magma in cui musica e testi vivono in buon equilibrio. Che vi piaccia o meno dipende dal gusto, di certo il disco suona bene.

Le tracce dosano attimi di quiete e sonorità più accese e luminose. Sebbene la tempesta sia in agguato, gli animi non sono scossi, non si avverte un’ansiosa ricerca di riparo. Le canzoni arrivano cariche di pioggia ma lasciano presto spazio alla luce, così che i suoni risultino crepuscolari e gioiosi al tempo stesso. “Ariel”, “Lulù”, “Sorriso” portano con sé quasi l’impossibilità di godere a pieno delle gioie dell’amore, ma l’ansia non arriva a turbarle. “Demoni”, “Per mezz’ora del tuo sguardo” erigono invece dissonanze ed espressionismi inquieti. Un sentiero sonoro più poetico e dolce è in “Bottiglie di Chianti” e “Paolo Conte nello stereo”: raffinatezza, punto. L’ispirazione arriva alternata e inciampa solo in “Paranoic village”.

Martino Adriani mette a fuoco sonorità eleganti e mai leziose. A volte si avvicina al pop di Max Gazzè, altre volte si fa più rock e stridente, mai fine a se stesso e senza dispersione alcuna di energia. Prendete e ascoltatene tutti.

Tracklist

00:00
 
00:00

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati