Atlante Un'entropia di immagini e pensieri 2019 - Rock, Grunge, Pop rock

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"Un'entropia di immagini e pensieri" è un buon disco, giusto per chi cerca sfogo ma non solo.

Puro istinto. Questo sono gli Atlante, un trio di amici fondamentalmente, poi musicisti, poi armi cariche di munizioni elettriche decise a squarciare l'ascoltatore. Potenza, zero filtri e tanta carne da mettere al fuoco, il nuovo disco della band torinese si intitola in maniera didascalica "Un'entropia di immagini e pensieri", ovvero tutto ciò che gli va di far uscire ed entrare dalla testa loro e di chi ascolta, attraverso otto brani carichi di sostanzioso rock americano.

La tecnica c'è, i passaggi non sono banali, anzi, come diceva un vecchio spot di pneumatici "la potenza è nulla senza il controllo", e in questo disco c'è sia potenza che controllo, forse "Lettera alla rabbia" è la fusione più rappresentativa delle due cose, i ritmi interrotti, la chitarra elettrica che ruggisce in levare e poi diventa flusso ruvido ma melodico, con quel "se grido riesco a vederti" ipnotico che sembra un incitamento all'incazzatura.

L'aggressività dei suoni degli Atlante riesce a essere bilanciata dai molti ritornelli aperti e dal timbro vocale del cantante Claudio, molto pulito anche quando cerca di diventare crudele (non riuscendoci fino in fondo), generando una forma canzone soft hard-core di piacevole ascolto. Quel punto di scontro tra gli ormai abusati (nei riferimenti) Verdena, Foo Fighters e FASK, che parla così facilmente alle budella di chi ascolta da sembrare più pop del dovuto, i quasi cinque minuti e mezzo di "Domani è Natale", sono talmente ben amalgamati che per pochissimo non perdono la forza dirompente che in realtà è la radice della band, c'è tanta perfezione nei suoni e nei missaggi che si sente il bisogno di qualche sovrapposizione più sguaiata, un paio di note incomprensibili nel frastuono, una parte di vero noise abbandonato a se stesso.

"Un'entropia di immagini e pensieri" è un buon disco, giusto per chi cerca sfogo ma non solo, i testi sono sì flussi di coscienza in piena regola, ma non del tutto fine a loro stessi:"I naufraghi hanno paura della terra" è una frase bellissima che racchiude in sè il senso di smarrimento, la voglia di non restare imprigionati e un contrasto realtà e ideale non semplice da racchiudere in così poche parole. Tra i brani più riusciti c'è senza dubbio "Venere" impreziosita dalla presenza alla voce di Daniele Celona, un crescendo di visioni oniriche fatto apposta per chiudere gli occhi e cantare senza pensare.

Gli Atlante ci sanno fare, trattano la musica come mezzo di espiazione della loro creatività, producono suoni liberatori di facile ascolto, se solo fosse arrivato il diavolo a metterci le zampe si parlerebbe di piccolo capovaloro.

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La recensione Un'entropia di immagini e pensieri di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2019-02-19 09:00:00

COMMENTI (1)

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  • budias.steeve 3 anni fa Rispondi

    Complimenti al gruppo ! Disco molto molto bello! L'ho ascoltato tutto e lo riascoltero!