11/02/2019

La matrice punk ironica e cantautorale è evidente fin da “La libertà in questo Paese”, la canzone che apre l'Ep con la partecipazione di Dandy Bestia (Skiantos) in un tripudio emiliano-romagnolo: il testo però resta un po' sospeso tra l'invettiva e il sarcasmo, senza affondare il colpo.

“Portale un bacio di cherosene”: “Parigi” inizia bene e continua tra seconde voci che richiamano i primi brani de Le luci della centrale elettrica; Ferrara in fondo unisce Manica e Vasco Brondi. Il riadattamento di “Parole Chiave” dall'originale del rapper Marracash è curioso mentre “La teoria dei buchi neri” è un interessante esperimento di musica quasi parlata. In “Marina” l'artista rivela la sua vena da cantastorie contemporaneo e imprevedibile.

Ascoltando “La faccia degli dei”, primo Ep (autoprodotto), emerge che Manica ha cose da dire. Per i prossimi progetti gli si può chiedere di metterci una faccia ancora più tosta, di azzardare soprattutto nei testi e magari di lavorare un po' sulla resa della voce, anche se il punk non richiede certo un cantato perfetto.

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