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RECENSIONE
05/03/2019

Dopo il ritorno con l'album di cover "Back on Board" nel 2016, stavolta gli Shandon pubblicano un disco di inediti con tanti ospiti eccellenti per tentare di dare vita ad un revival coraggioso dei primi anni zero. La band milanese è stata sicuramente tra quelle che più contribuirono al consolidamento della scena punk-rock-ska a cavallo della fine degli anni Novanta e i primi Duemila (ve lo ricordate il singolone "Viola"?).

Consapevoli di essere fuori tempo massimo, Olly e soci si affidano a una serie di featuring per rinfrescare uno stile che ormai nel panorama nostrano si rintraccia con il lanternino. Non poteva mancare ovviamente quello con i Punkreas nel brano d'apertura "Chissenefrega", un pezzo ska in cui c'è tutto, dal ritornello orecchiabile e danzereccio ai fiati e all'antifascismo da manifestazione delle superiori. Esperimento featuring decisamente riuscito è quello con Divi de I Ministri nel brano scelto come singolo di anticipazione al disco, "Il vuoto non basta", decisamente più attuale nel sound e nelle atmosfere. La svolta reggae di "Independence Day" non fa per niente impazzire, sembra di essere ad una festa già fuori moda un decennio fa, mentre lo ska di "Nazional Popolare" (suonato insieme ai Vallanzaska) è talmente classico che ti costringe a prendere in mano un calendario per capire se oggi è davvero 2019 o se stai marinando la scuola senza rendertene conto in un giorno di tanti anni fa. Un sussulto finale con "Punk Rock Show", pieno zeppo di citazioni dei The Clash ("Londra sta chiamando", "Londra sta bruciando", "Complete Control") rialza l'asticella se non altro per la verve punkettara che, non ci sono storie, è sempre di gradimento anche se lì fuori intanto c'è il Primavera Sound.

Un grazie sincero agli Shandon per avermi fatto trascorrere comunque una mezzoretta di nostalgia canaglia, ripensando agli zaini e ai polsini con gli scacchi, alle nottate in sella al cinquantino con la musica a mille nelle cuffie, alle prime sbronze e all'adolescenza perduta per sempre. Maledetti.

Tracklist

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Commenti (1)
  • AntonioGheno 08/04/2019 ore 20:48

    Questa cosa non è assolutamente una recensione. E' massimamente compiaciuta e denota al più tutto l'egocentrismo ed il narcisismo del vostro autore, un letterato, forse, ma che di musica e dei valori che la contraddistinguono assolutamente non parla. Mai. Ciò detto, "questa cosa" e' oltremodo superficiale e percio' indegna per un magazine musicale, tanto nei modi quanto nei contenuti. Con risultati senz'altro piu' apprezzabili, e con tutta la mia stima, nel caso, costui farebbe bene a dedicarsi alla critica delle sfilate di biancheria intima (mutande, per esser chiari !). Cosa c'entrano, infatti, i riferimenti all'essere di moda, o fuori moda ed altri deliri sociologico-puberali ? Vallo a dire agli Stones, a Santana o a Ligabue piuttosto che a Vasco di aggiornare il repertorio, di seguire le mode, di darsi al Trap ! Vediamo.

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