OoopopoiooO Elettromagnetismo e Libertà 2019 - Lo-Fi, Sperimentale, Electro

Elettromagnetismo e Libertà precedente precedente

Astruse leccornie pop-orchestrali a base di theremin per appassionati, avanguardisti, nostalgici, visionari e semplici curiosi. Astenersi perditempo.

A distanza di ben quattro anni ritroviamo gli OoopopoiooO esattamente laddove li avevamo lasciati: a perseverare nel loro fantasioso, avveniristico e trasversale cazzeggio musicale a colpi di theremin e “cianfrusaglie elettroacustiche” a supporto. Vincenzo Vasi e Valeria Sturba continuano a divertirsi (e a divertire) imbastendo sbilenche traiettorie sonore incentrate sul protagonismo dello strumento fantasmatico per antonomasia (celebrandone di rinterzo il secolo di vita) e sulla funzionale complicità di violino, basso elettrico, tastierine, synth, giocattoli vari, scatole di cartone, monotron, barattoli di tisane, ukulele, tavoli, sedie e chi più ne ha più ne metta, in un tripudio di ludica anarchia orchestrale dove è il pop più eclettico a fungere da magico collante.

Alla stessa stregua di una surreale orchestra bonsai, fuori dal tempo e dallo spazio, il duo emiliano sfodera – come di consueto – una varietà di registri che affratella sotto lo stesso cielo della bassa fedeltà musica, cinema, animazione e letteratura. In tutto 13 brani per altrettante variazioni sul tema che, a fine giro di giostra, stordiranno piacevolmente anche l’ascoltatore più allenato.
Il tango sfigurato de “Lo sconosciuto”, l’uno/due de “Il Topolino va”/“Dai Topich” che, transitando dall’immaginario cartoon, ammicca in rapida successione al Trio Lescano e agli Art Of Noise, le dissonanze cosmico-ambientali di “Spacsio”, gli astrattismi tribali di “Bar Berio”, il poetico slancio dadaista di “PerDono” affidato alla voce di Max Princigallo, le bizzarrie grammelottesche in salsa etnica di “Toki” e l’accorato omaggio al grande Victor Jara con l’encomiabile cover di “La Partida” (nobilitata da Horacio Durán degli Inti Illimani al charango) rappresentano soltanto gli episodi salienti di un istrionico divertissement che raggiunge il suo climax con “OpoSong”, brano che nel suo essere tutto e nulla incarna al meglio il vero spirito del disco, e con la title track conclusiva – composta da Tristan Honsinger – che nel suo slogan simil-futurista celebra al contempo la magia dell’elettromagnetismo e il bene più prezioso dell’umanità sulle note di una techno-tarantella.
Sì, insomma, astruse leccornie pop-orchestrali per appassionati, avanguardisti, nostalgici, visionari e semplici curiosi. Astenersi perditempo.

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La recensione Elettromagnetismo e Libertà di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2019-03-08 09:00:00

COMMENTI (1)

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  • annyka 3 anni fa Rispondi

    Non potete inserire qualche brano?