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RECENSIONE
08/05/2019

Pervaso da pacata rassegnazione al ricordo di un amore perduto, il secondo Ep di Vin Martin scava le ragioni dei sentimenti nella propria quotidianità; riflessioni romantiche a cui sonorità pop tentano di dare una risposta. Emerge un cantautorato tanto lineare quanto prevedibile in questo piccolo disco dedicato all’amore; un’indole pop innamorata di Ed Sheeran di strisciante piacioneria, gradevole e ammiccante.

Introduce l’ep, “Antartide”, senza canto; solo un suono defilato come talune dinamiche umorali, a rivelare cosa si cela sotto la superficie delle cose. Funzionale punto luce è la leggerezza delle parole, tra analisi e intrattenimento, in “Arsenale”, pezzo in cui l’autore veicola bene il suo messaggio attraverso immagini puntuali. Poi arriva “La notte” a lasciare indizi su un simbolico viaggio alla ricerca di quel noi che non c’è più fino al disvelamento finale: l’amore rimane forte anche dopo un addio ("Perla").

In prima linea si staglia il sentimentalismo dei versi, in seconda battuta le sonorità orecchiabili dei pezzi, fino a perdersi in un punto imprecisato del cuore. 

Tracklist

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