14/05/2019

Tra suoni paurosamente anni ’90, tra elettronica e rock, melodie da videogame, reggae e funk, i pijamaparty a suonare si divertono un casino e si sente. Ascoltare il loro primo disco, “Ca$h Machine”, è come andare a un loro concerto: “Stage Invaders”, brano d’apertura, con la melodia di Space Invaders, introduce l’ingresso sul palco dei musicisti, ognuno con il proprio costume da animale che sembra ci sia uno zoo. E c’è un brano dedicato ad ognuno di loro: il lemure (“Sweetol the lemur”), la mucca (“Hanef the cow”), la giraffa (“Mug the giraffe”), il panda rosso (“Cum the red panda”) e l’unicorno (“Silvia the unicorn”). E sembra già di vederli ballare, saltare e divertirsi da matti sul palco.
“My heart is boom” e “Pie” sono puro divertimento: la prima è un amore adolescenziale un po’ funk e un po’ hip hop che rimane subito impressa; “Pie” si avvicina al reggae, ma non disdegna nemmeno le chitarre. È il momento in cui arrivi a una festa e prima di buttarti a ballare vai ad assaggiare il buffet. “Shut up and swallow” spinge col basso, deglutisce e si scatena, sospira e accelera di nuovo; “Monsterz” sembra ticchettare come un videogame di quelle sale giochi in cui si passavano le giornate, è invasione di mostri dallo spazio e in un attimo ci si ritrova davanti a joystick e schermi dalla grafica sgranata anni ’90 a giocare a Pacman. Con “Puppetz” sembra di rivedere i Muppet che all’improvviso cominciano a saltare; “Chemically” è alchimia reggae che fa muovere senza sosta; “Pijamaparty”, quasi in chiusura, è l’ultima botta di energia, fa casino con le chitarre e sembra quasi punk, prima di lasciare spazio ad una più lenta e sognante “Planet” e alla conclusiva “Silvia the unicorn”, quasi un carillon che è la presentazione della voce della band.

Insomma, “Ca$h Machine” è un continuo divertimento che non si ferma un secondo. Ogni brano è un gettone per giocare un’altra partita. È un vero e proprio pigiama party in cui scatenarsi, ballare di brutto, sudare con le mani al cielo, prendere da bere, da mangiare qualcosa e poi ributtarsi a ballare, circondati da nostalgici videogame per tutta la notte.

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