22/05/2019

Tutto pare, almeno per noi, dalla terza traccia di questo "Annie", ovvero "Carnefice". Qui infatti phomeo, aka Fabio Pocci, mostra tutte le sue potenzialità ed anche le sue caratteristiche precipue. Infatti l'artista pistoiese regala un disco (e la già citata terza canzone) di indie-rock classico, senza troppi fronzoli o derivazione varie e eventuali che non può non strappare più di un apprezzamento per la sua, assoluta, fedeltà "alla linea". Linea che per altro viene anche confermata dai testi dei vari pezzi che, dominati sempre dal buon gusto, lavorano spesso con i grandi temi dell'indie: ovvero i dubbi esistenziali, i rapporti di odio-amore-straniamento ed anche il senso di indeterminatezza dell'essere umano contemporaneo. Intendiamoci qui non si fronte ad un capolavoro visto che l'assoluta fedeltà al genere di cui sopra "mina" un po' la portata di novità e di personalità del toscano che però si rifà, come abbiamo ricordato anche prima, con una scrittura di gran lunga sopra la media. In "Non ho memoria", forse il pezzo che più di tutti ci ha convinto, la parte musicale si eleva ancora di una spanna e proprio da qui si potrebbe prendere spunto per un'evoluzione, piuttosto decisa, di phomeo: ogni tanto "tradire" il proprio "nido di interessi" può essere l'unica soluzione per crescere davvero e siamo certi che Pocci ha tutte le carte in regola per fare questo salto di qualità. 

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