< PRECEDENTE <
album Poesia E Civiltà - Giovanni TruppiIn evidenza

recensione Giovanni Truppi Poesia E Civiltà

2019 - Cantautore

RECENSIONE
26/03/2019

Nel panorama musicale italiano, specie nel mondo dei cantautori, si è soliti andare cercando con il lanternino colui che abbia qualcosa da dire sul serio. Una disperata ricerca ai contenuti e all’erede definitivo dei nostrani mostri sacri del passato. Quando vi andate ripetendo che “ormai non ci sono più i cantautori di una volta” oppure “adesso fanno tutti l’itpop”, ecco, è palese che non abbiate mai ascoltato nemmeno per sbaglio Giovanni Truppi.

Il cantautore napoletano è al quarto disco in meno di un decennio e ha sempre avuto qualcosa da dire. Ora, è chiaro che è prematuro designare Truppi come l’erede dei vari Dalla, De André e compagnia, ma stiamo parlando probabilmente di uno dei cantautori più sottovalutati e sottostimati degli ultimi anni senza alcun dubbio. Il nuovo disco si intitola “Poesia e civiltà” ed è un lavoro in grado di parlare alla mente e al cuore, apre alle riflessioni (come da sempre nella discografia di Giovanni Truppi) e intraprende percorsi sonori e stilistici differenti rispetto al passato. La nuova strada è evidente già da “Borghesia”, il brano d’apertura, in cui pianoforte e basso dominano la scena in maniera molto più decisa rispetto agli ultimi due lavori. Truppi si sofferma ad analizzare l’umanità, la società, l’amore, e lo fa attraverso i suoi occhi ma soprattutto attraverso se stesso. “Quando ridi” è uno dei brani melodici più belli scritti dal cantautore napoletano, anche se il vero capolavoro del disco rimane “L’unica oltre l’amore”, singolo che ha anticipato l’album: una riflessione filosofica su ciò che accomuna il genere umano, al di là della cultura, del tempo e della storia; basso e piano dettano il ritmo, la coda strumentale finale è da brividi. Non manca il tema del sesso in “Mia” e quello religioso in “Adamo”, mentre “Due segreti” è uno dei brani più complessi e più emozionanti di questo straordinario lavoro, una vera perla. Non poteva mancare la riflessione socio. politica, che troviamo ne “Le elezioni politiche del 2018”; ma la vera sorpresa è sul finale, quando Truppi mette in musica un testo del grande antropologo Lewis H. Morgan tratto da “Ancient Society” (il brano ha il titolo omonimo) riuscendo, tramite la sua interpretazione, a rivelarne tutta l' attualità nonostante sia stato concepito nel 1877.

“Poesia e civiltà” è un disco complesso, probabilmente il più difficile da metabolizzare della discografia di Truppi, ma allo stesso tempo è il disco che lo consacra definitivamente come uno dei cantautori più importanti del nostro panorama. Meno grezzo, con meno regionalismi e con le chitarre che quasi scompaiono, ma con una profondità devastante.

Tracklist

Ascolta su: Apple Music Amazon Music Tidal
00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    Chi ha letto questa recensione ha visto anche:
    > PROSSIMA >
    Pannello

    TOP IT

    La top it è la classifica che mostra le band più seguite negli ultimi 30 giorni su Rockit.

    vedi tutti

    ULTIMI ALBUM

    Gli ultimi album con ascolti caricati dagli utenti.

    vedi tutti
    Cerca tra gli articoli di Rockit, gli utenti, le schede band, le location e gli operatori musicali italiani