14/06/2019

L’invito de I Gilet è nel titolo del disco: zitto e balla. Il garage rock che suonano infatti è movimentato e intrigante: un “fast rock”. Affrontano temi leggeri con un fare incalzante e danzereccio, entrando da subito nel vivo dell’album con il primo brano di Zitto e balla, “Te lo devo dire”, molto cadenzato, che detta la linea, ricordando i giri di basso della super hit “Chelsea Dagger” dei The Fratellis.
In “Canzone impegnata”, l’ottava traccia, dichiarano “mi hanno detto che le canzoni che scrivo sono frivole, ma io non ci sto e come cantautore te lo scriverò, prendo ispirazione da un canzoniere con l’aspetto retrò”.
In perfetto stile alternative-garage rock le canzoni sono molto dirette, concentrate in meno di tre minuti l’una. In certi momenti, come nella title track e in “4 Maggio”, le chitarre ricordano i The Hives, che li accomunano anche per lo stile ricercato. Infatti, oltre al tipo di suono un parallelo tra le due band è l’abbigliamento.
Il suono movimentato potrebbe confondere: mai si penserebbe di vederli in ghingheri, i The Hives sempre coordinati in completi super eleganti ai loro live, giacca e camicia, spesso in total white; I Gilet, nomen omen, ovviamente con un gilet. L’obiettivo de I Gilet è quello di fare ballare con le loro canzoni, e ci riescono molto bene.

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La recensione I Gilet - Recensione - Zitto e Balla di Alessandro Spagnolo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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