08/04/2019

M¥SS KETA è fuori di testa ed è bellissima. 

Una settimana fa è uscito il nuovo album di M¥SS KETA dal titolo Paprika e della spezia orientale ha praticamente tutto a partire dal colore, la lieve piccantezza, il sapore deciso. A cavallo di una mortadella svestita in total rosso fuoco, un po' Valeria Marini nel '96, un po' Tinto Brass ai tempi di Debora Caprioglio.

Il disco, anticipato dal brano PAZZESKA feat. Gue Pequeno, nasce dall'incrocio dei flussi mentali di M¥SSDario Pigato, RIVA e Simone Rovellini contando ben 14 brani, di cui 3 remix. Un album corale, fatto dall'incontro della voce graffiante della M¥SS e tantissime altre personalità musicali attualmente significative e diverse tra loro: nella tracklist spuntano Wayne Santana della Dark Polo Gang, Gemitaiz, Luchè, Quentin40 la giovane promessa del rap italiano, un salto nella vecchia dance italiana con Gabry Ponte e una formazione tutta al femminile per il remix delle Ragazze di Porta Venezia con Elodie, Priestess e Joan Thiele; ultimo ma non certo per importanza spunta anche il vincitore del Festival di Sanremo, Mahmood a chiudere il disco con la traccia più intima ed essenziale della discografia di M¥SS. Due produzioni extra con Cacao Mental e Populous (produttore anche di Xananas) e un antipasto iniziale in compagnia di Elenoire Ferruzzi (geniale). 

Paprika è universale, atemporale, senza confini ben precisi, soprattutto nel genere e nello stile, dentro c'è di tutto, mixato con tutto: il rap alla Supa Dupa Fly di Missy Elliot di fine anni novanta, la cultura hip hop degli anni duemila ricchissima di rhythm and blues (RnB), il gusto avant pop che condisce i testi di ogni canzone con riferimenti contemporanei, contaminazioni sonore esotiche che arrivano da una parte all'altra del globo, il restogusto electro dance del mondo delle discoteche. Schizofrenico ma perfettamente coerente. Fa ballare. 

M¥SS KETA è già un passo avanti rispetto agli altri, non solo nei suoni ma anche nelle tematiche affrontate; è un roman à clef, un romanzo a chiave dove si descrive la realtà attraverso un personaggio "fittizio", la maschera e il viso coperto, andando però oltre questa barriera; si racconta la realtà e si usa a volte anche la fantasia mantenendo costante un'ironia tagliente che permette di dire tutto, anche le cose più scomode. 

M¥SS è una MAIN BITCH, consapevole, conscia del suo essere, prima di tutto, donna; le odierne tematiche sociali di genere sono già oltrepassate, essere donna e main rientra nella normalità, "mhm boy, oh boy, cento rose per te, se vuoi, se vuoi, puoi dormire da me", "Keta non esiste, Keta non resiste, vuole, desidera, brama, pretende". In una società moderna dove si lotta per determinare il ruolo della donna, M¥SS KETA non pensa ai dibattiti ma passa direttamente ai fatti, lei è quello che vuole essere, senza pensare che per qualcuno possa essere giusto o sbagliato; niente giri di parole ma vera essenza, in una cornice di colori e sfumature fortissime. 

Più KETA per tutti, sempre. 

 

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