11/06/2019

Citiamo direttamente dalla biografia della band: "Oui! The North è un progetto musicale dedicato ai grandi spazi, al guardarsi indietro e al potere della malinconia, a cavallo fra ambient, new wave e post rock". Ecco da qui, da questa vera e propria dichiarazione d'intenti della band, bisogna partire per l'analisi di questo "Make an O with the ass of the glass". Un disco che, bisogna dirlo molto chiaramente, è profondo e "ampio", come profondi e ampi sono i temi e le sonorità proposte dalla band veneta che, senza ombra di dubbio, non ha lesinato anche una certa vena sperimentale di grande gusto. Ad esempio "Sermon", la quarta traccia, per noi è stata una vera e propria epifania perché, praticamente ogni 40 secondi, abbiamo ravvisato un eco diverso, un rimando differente e un nuovo spunto musicale. Insomma gli Oui! The North (ovvero Marco Patrimonio e Marco Vincenzi) non hanno sicuramente paura di rischiare e sperimentare, abbracciando, sempre e comunque, la varietà alla compattezza. Ciò comporta che la loro new-wave "sporcata" di blues non sia di facilissima lettura e ascolto per tutti; eppure, proprio per questo motivo, la band veneta ci dona un album di grandissimo fascino. Bisogna solo prendersi il giusto tempo (e, chiaramente, anche "spazio mentale") per fruirne a dovere. State certi che il viaggione che farete vi ripagherà di qualsiasi "fatica intellettiva" di fruizione. 

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