13/06/2019

Non è che si possa poi tanto "scappare" dal concetto per il quale questa compilation "The Minimal Piano Series vol.2" sia, per forza di cose, una compilation per pochi. Già perché non solo siamo di fronte a ben sedici tracce rigidamente strumentali ma addirittura con un focus, praticamente non eludibile, che si può riassumere in "minimalismo al piano". Fatto passare questo concetto, ovvero di un disco un pochetto elitario, ecco che "The Minimal Piano Series vol.2" si scopre per quello che è: ovvero un progetto molto interessante e, soprattutto, realizzato con amore. Amore per i suoni, amore per gli arrangiamenti ed anche amore per una produzione non così di "secondo livello", anzi. Per comprendere bene quest'attenzione non comune in tutti gli aspetti sopra citati, invitiamo all'ascolto della prima traccia "vaghy". Ci si accorgerà quasi subito di come, nonostante il minimalismo di cui sopra e con l'assenza di "effetti ed effettacci speciali", il pezzo con una "forza dolce ma inesorabile" entrerà in noi prima in punta di piedi per poi esplodere. E così sarà anche per la maggior parte delle altre quindici composizioni in cui mai c'è sovrabbondanza di elementi ma in cui ogni cosa è "nella giusta quantità". Ecco se "The Minimal Piano Series vol.2" ci può dare un piccolo/grande insegnamento è quello ascrivibile alla filosofia della "giusta misura", anche e soprattutto in ambito musicale e compositivo. 

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