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RECENSIONE
29/04/2019

A tredici anni e quattro album dall'inizio del sodalizio con Gianluca Bartolo ne Il Pan del Diavolo, Pietro Alessandro Alosi si lancia nell'avventura solista nel desiderio di misurarsi con nuovi stimoli mettendoci grinta e personalità. Una scelta figlia della necessità di vestire di abiti diversi le proprie composizioni ed esprimersi attraverso nuove forme che si rifanno al cantautorato rock.

"1985" è nel complesso un disco ben strutturato che mette in luce una scrittura asciutta ed equilibrata ma allo stesso tempo istintiva e per questo decisamente autentica.

Profondo ed estroverso, Alosi predilige scelte che vanno nella direzione di un rock più lineare ma denso di sfumature, in cui si possono trovare brani dalla struttura semplice o dal ritornello immediato, come la title track o la solare "La mia vita in tre accordi", così come momenti di intensità struggente ("Rumore"), espressività viscerale ("Di nuovo"), energia punk ("Imparare a cadere") e sperimentazioni fortemente elettriche: la potenza assoluta di brani come "Destinazione Marte" e “Comete” non lasciano dubbi sulla qualità complessiva del lavoro.

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