10/08/2019

Avete presente le profondità del mare? No, non ci riferiamo a quelle azzurrine e colorate de La Sirenetta versione cartone animato Disney o, anche, quelle di Alla ricerca di Nemo. Bensì a quelle reali, concrete e insondabili degli oceani della Terra, così profondi da non far penetrare neppure un'oncia di luce solare. Ecco, quando parte "Empire", prima traccia di "Ki" dei Japan Suicide la sensazione di baratro, profondità e anche oscurità è belle che servita. Già perché la band di Terni intavola un lavoro molto potente e ben calibrato che, giustappunto, gioca sulla profondità piuttosto che sulla spettacolarità, con canzoni che vanno lette "in verticale", dall'alto verso il basso per scoprire quanto giù si possa andare con la new-wave. Perché di new-wave, in fondo, si tratta anche se venata, anzi verrebbe da dire marchiata a fuoco dalle tinte dark di un impasto musicale di assoluta possanza. Intendiamoci: non è un disco così semplice e, soprattutto ad un ascolto prolungato, potrebbe risultare un poco statico se non proprio pesante. Eppure, proprio come nell'esplorazione delle profondità oceaniche, occorre tenere conto della pressione. Se si saprà porvi rimedio allora si aprirà un mondo: un mondo fatto di spire elettroniche, riverberi e una new-wave profonda come la Fossa delle Marianne. Niente male suonare oceanici per un gruppo ternano no?

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La recensione Japan Suicide - Recensione - Ki di Mattia Nesto è apparsa su Rockit.it il 24/08/2019

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