10/05/2019

Il solito Izi, poco da aggiungere , gli stessi argomenti, gli stessi flow evocativi, gli stessi momenti poetici. Niente di più niente di meno, se non fosse che spesso la maturazione artistica comporta anche una maturazione umana, una differenza sottile ma sostanziale, che segna prepotentemente la differenza tra “Pizzicato” e “Aletheia”.

Il rapper di Cogoleto ha trovato una direzione artistica coerente, che si distanzia sempre più dalle sonorità trap/drill che lo avevano contraddistinto agli esordi con la Crew di Tedua, Wild Bandana, maturando una stile particolare che unisce rap e cantautorato in una commistione unica ed emozionate.

Un parco producer da far invidia alla migliore rapstar mondiali, pochi featuring ma di livello, citazione colte e cover riuscitissime di De Andrè, se “Pizzicato” era l’album dello sconforto, dello spaesamento, “Aletheia”  è l’album con il quale Izi ha finalmente trovato una via d’uscita, ha ucciso i suoi mostri , riuscendo a portare il rap conscious a livelli mai visti in Italia.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati