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RECENSIONE
24/07/2019

Tre anni dopo l’esordio solista di “Trasformazioni”, Daniela Savoldi torna a pennellare il suo mondo sonoro attraverso le note del suo violoncello.

Ragnatele” è un titolo piuttosto azzeccato per definire le sue trame visionarie, tessute per condurre l’ascoltatore ad esplorare territori vasti e incontaminati dentro i quali orientarsi aggrappandosi alle corde dello strumento che li ha resi possibili.
Atmosfere sospese, allestimenti evocativi, suggestioni sperimentali: nel mondo sonoro di Daniela Savoldi c’è spazio per un’immaginazione fatta di trame leggere che si animano a partire dall’improvvisazione, per incontrare una creatività che appare fluida ma immediatamente concreta.
E’ così dall’indefinito di ambientazioni oniriche, le note prendono forme reali e disegnano eventi drammatici (“Storia di un attentato”), contrasti emozionali (“Improvviso”) viaggi malinconici (“Space”), testarde ostinazioni (“Dada”).

Un quadro d’insieme che, come una ragnatela, è fragile e prezioso, e per questo va custodito e condiviso con tutte le persone che possiedono uno spirito sensibile a stimolazioni di questo tipo.

Tracklist

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