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RECENSIONE
03/08/2019

Con una copertina a dir poco sobria e minimale si presenta “Non ce ne frega niente”, secondo lp della resident band di Quelli che il calcio, ovvero i milanesi Jaspers, il cui mentore è nientepopodimeno che Franco Mussida della PFM. Tutta la biancheggiante attitudine della copertina però si apre ad una effervescente gamma di contenuti sonori, ricchi di suoni levigati, colori sgargianti e un tripudio di generi musicali piegati all’insindacabile volere del pop radiofonico.

Troviamo così rock, reggae, funk e addirittura ispirazioni “cartoons friendly” fuse in undici brani energici e solari, che potrebbero passare uno dietro l’altro nei juke-box degli stabilimenti balneari mescolandosi tranquillamente con i tormentoni italiani più in voga.

Non è però tutta spensieratezza ciò che luccica, infatti i Jaspers, pur non prendendosi mai troppo sul serio (e il brano “L’happiness” con Luca e Paolo lo conferma), non lesinano momenti più “impegnati” o riflessivi né tantomeno si crogiolano su arrangiamenti tradizionali, divertendosi invece a fare tripli salti carpiati con avvitamento delle linee vocali e trovando inconsuete soluzioni per le basi strumentali, forgiando un lavoro ben architettato sotto tutti i punti di vista – grazie anche alla produzione artistica a più mani, composta da Cass Lewis (Skunk Anansie), Diego Maggi (Elio e le Storie Tese), Larsen Premoli (Destrage, Jarvis) e Jason Rooney (Negramaro, Arisa).

“Non ce ne frega niente” è insomma sicuramente un disco dalle velleità mainstream e dalle grandi ambizioni ma non cede alla sterile tentazione autocelebrativa mostrando piuttosto una band tanto eccentrica quanto versatile e scanzonata, in grado di produrre non pochi tocchi di fino (e l’inquieta cover de “Il cielo in una stanza” ne è una prova).  

 

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