12/06/2019

Non ho un orecchio così raffinato da potervi spiegare il jazz in ogni suo più piccolo risvolto tecnico, ma ho abbastanza buon gusto per riconoscere un bel disco. “Lilac for people”, il primo album ufficiale di Francesca Gaza, è, a mio avviso, uno dei prodotti più interessanti usciti in questo 2019.

Francesca nasce a Monaco di Baviera, da madre Toscana e padre rumeno-tedesco, ha studiato al conservatorio di Basilea ed è tornata in Italia per frequentare la Siena Jazz University. Se dovessi trovare un paragone italiano citerei sicuramente Ginevra, dalla quale Francesca si differenzia perché a capo di una formazione di ben otto elementi. Le sue canzoni, pur prolungandosi spesso oltre la soglia dei cinque minuti, non indugiano mai in noia, proiettandoci in un’atmosfera sognante e rarefatta, sfondo perfetto per i suoi testi quasi mitologici. Prendiamo ad esempio “Almond Tree” la cui storia prende spunto dalla fioritura dell’albero del mandorlo per poi finire a trattare il mito della dea Demetra e di sua figlia Persefone. Il collettivo cui è a capo segue sinuosamente la sua voce con la naturalezza con cui una medusa si fa trasportare dalla corrente del mare, intrecciando in un complesso arazzo musicale ottoni, tastiere e percussione con allusioni elettroniche, riuscendo a creare un sound soffuso, ambient jazz, a metà strada tra Bjork e la colonna sonora di un film della Disney.

Notevole.

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