< PRECEDENTE <
album Crixstrix Suite - Andrea Pellicone Van Gogh Project

recensione Andrea Pellicone Van Gogh Project Crixstrix Suite

New Model Label / Believe Digital 2019 - Psichedelico, Progressive, Post-Rock

RECENSIONE
05/08/2019

L’alieno Crixstrix ci trasporta con lui nel suo viaggio intergalattico alla ricerca di pianeti ospitali da poter colonizzare. Nonostante sia ben diverso dagli umani fisicamente, Crixstrix si mostra simile a loro “dal punto di vista spirituale” ma anche per le sue ambizioni. Forse anche nel pianeta da cui proviene ci sono catastrofi ambientali in stato avanzato o guerre tra le razze e Crixstrix spera di trovare un po’ di pace da qualche altra parte nell’universo.

Questo è il concept entro cui si muovono le prime sette composizioni del Van Gogh Project (one-man-band di Andrea Pellicone), che compongono la prima parte della suite dedicata proprio a “Crixstrix”, di cui appunto questo primo capitolo porta il nome.

Mutuando talune ispirazioni dalla musica cosiddetta “classica” e versandole in maniera non troppo parsimoniosa all’interno di una solida padella di “roccia progressiva”, Pellicone ha completato la ricetta con numerosi ingredienti della tradizione prog e una spruzzatina di spoken nelle rare parti vocali presenti nel disco.

Le composizioni sono portate avanti soprattutto da un esercito capitanato da cavalieri della dinastia dei synth, che si destreggiano tra suoni puramente elettronici, tappeti sonori e talvolta incursioni di strumenti dal timbro classico, benché sempre generati dai synth elettronici. Su questo impianto si innestano le chitarre distorte, come voce fuoricampo che racconta l’avanzamento della storia, e, come si diceva, ogni tanto anche alcune parti vocali, che non sono però la parte più riuscita del combo.

Sospeso a metà tra Pink Floyd e Hawkwind, questo Van Gogh Project si mostra interessante per le idee, che però non sono ancora perfettamente messe a fuoco e talvolta risultano penalizzate anche da sbavature ritmiche o soluzioni di scrittura non all’altezza dell’avventurosa personalità di Crixstrix, ma pur trasportano in un viaggio che ci fa riflettere su quanto siano microscopici gli umani di fronte all’immensità dell’universo.  

 

Tracklist

Ascolta su: Amazon Music Tidal
00:00
 
00:00
Commenti (4)
Carica commenti più vecchi
  • Andrea Pellicone 07/08/2019 ore 15:27

    Buon giorno, grazie della recensione.In realtà lo strumento maggiormente presente nel disco sono le chitarre, non vorrei che la voluta ricerca effettistica vi avesse un po' confuso le idee. Il progetto, come da press kit consegnato, non riguarda il solo concept di Crixstrix, ma una serie di concept di cui Crixstrix Suite ne è il primo in uscita.Infine, non ci possono essere 'sbavature ritmiche' in quanto la batteria è campionata e su sequencer daw; in realtà, ci sono numerose variazioni di tempo volute, che ad ascolti superficiali o per taluni gusti, possono risultare effettivamente incomprensibili. Ultima cosa, il suono campionato di sezione e/o strumento sinfonici non è un suono synth (quest'ultimo citato è suono ottenuto artificialmente tramite generazione ed elaborazione di forme d'onda) Ringraziandovi ancora, auguro buon lavoro e porgo i miei più cordiali saluti.

    > rispondi a @159568#a.pellicone
  • Doriana Tozzi 09/08/2019 ore 16:13

    Caro Andrea, mi spiace per le incomprensioni createsi, sicuramente per colpa del mio brutto vizio di “divertirmi” con le metafore, che probabilmente ti hanno fatto confondere. Ad esempio, dove dici che "in realtà lo strumento maggiormente presente nel disco sono le chitarre”, io ho parlato infatti di “un esercito capitanato da cavalieri della dinastia dei synth […]” aggiungendo che “Su questo impianto si innestano le chitarre distorte, come voce fuoricampo che racconta l’avanzamento della storia”, ovvero, per chi frequenta i reading (o comunque gli audiolibri sono anche un buon esempio), la “base musicale” - o se vogliamo possiamo chiamarla il “sottofondo” - è quella che qui identifico con i synth i quali trasportano l’ascoltatore nell’atmosfera del brano, ma la “voce […] che racconta l'avanzamento della storia” sono le chitarre, ovvero sono appunto le chitarre che raccontano e quindi sono lo strumento preponderante, “poggiate” sulla “dinastia dei synth” cui è affidato un ruolo certamente importante ma non sono “lo strumento maggiormente presente nel disco”, cosa che infatti non ho mai scritto.
    Sui diversi concept in uscita, se leggi bene, il secondo paragrafo della recensione specifica proprio che il concept non riguarda solo “Crixstrix Suite”, il quale è solo il primo “capitolo” di un lavoro più completo, quindi è stato detto.
    Le “sbavature ritmiche”, poi, ovviamente non si riferivano alla batteria (molto chiaramente campionata) poiché come ben sai ritmo non è sinonimo di batteria, ma in alcuni punti ci sono piccolissimi ritardi o accelerazioni di uno strumento sull’altro che non sembrano particolarmente giustificati dalla frase in cui si trovano, a maggior ragione quando la precisione della batteria fa credere che l’intento sia un altro, ma magari ho frainteso io i tuoi intenti.
    Mi spiace insomma se si sono create delle incomprensioni, ad ogni modo la recensione, come avrai intenso, non è affatto negativa. Attendiamo i prossimi capitoli per scoprire come va a finire la storia.

    > rispondi a @dooris
  • Andrea Pellicone 09/08/2019 ore 16:52

    Gentile e disponibile per la tua cordiale risposta, infatti ti ho ringraziato per questa recensione, a prescindere dal fatto che, senza fraintendere le mie precisazioni puramente tecniche, bisogna sempre accettare le opinioni degli altri perché, cosi come un progetto musicale richiede lavoro e scrificio, anche chi lo commenta vi dedica tempo e risorse per parlarne.Vedi, io non dono uno scrittore, a parte una piccola parentesi con 5 poesie nell'antologia Solidarietà in Poesia a cura di Dora Millacci, mi ritengo un piccolo musicista compositore ancora in fase di crescita,spero, per cui, se in un discorso che rguarda mio lavoro, sangue e sudore, leggo termini o concetti che, per quello che faccio io, non mi tornano, credo di avere il diritto, quantomeno,di precisre. Per finire stringatamente il discorso, alcuni 'ritardi' , come li chiami tu, sono dovuti a degli attack di strumenti campionati nella ricerca di un crescendo durante l'attacco, mentre, se ci fossero anche su alcune chitarre, essi sono tutti volutamente comunque lasciati lì : chitarre su unico take senza editing per umanizzre tutto il lavoro (sbavature comprese,).Grazie per la gentilezza, al prossimo album allora.

    > rispondi a @159568#a.pellicone
  • Doriana Tozzi 11/08/2019 ore 16:04

    Certo, e spero di aver chiarito i tuoi dubbi. Ti auguro buon lavoro e un saluto a Crixstrix ;)

    > rispondi a @dooris
Aggiungi un commento:

ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
Chi ha letto questa recensione ha visto anche:
> PROSSIMA >
Pannello

TOP IT

La top it è la classifica che mostra le band più seguite negli ultimi 30 giorni su Rockit.

vedi tutti

ULTIMI ALBUM

Gli ultimi album con ascolti caricati dagli utenti.

vedi tutti