Mach Shau Ten Violent Songs 2005 - Rock'n'roll, Punk

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Scorre benissimo questo cd dei lecchesi Mach Shau, con una decina di canzoni violente che farebbero la felicità dei The Hives, grezzi e irriverenti al punto giusto, fatti di quel bollente rock’n’roll Seventies figlio di Iggy Pop e Rolling Stones che piaceva tanto tanto a quel nostro amichetto di Escondido. “L. E. Coopters” dimostra invece cosa avrebbero saputo fare i Beatles se fossero nati a Boston invece che a Liverpool. Lo strano connubio, Lennon/McCartney più Stoogesfunziona benissimo. E così si va avanti con un tiro pazzesco, cui giova il fatto che il demo in oggetto sia pressoché casalingo e rifugga da suoni raffinati. Suono garage con affioramenti stoner e punk qua e là, illustrato benissimo dalla copertina che, se non erro, ritrae una scena di “Faster, Faster, Pussicats!” del benemerito Russ Meyer. Non è che ci sia moltissimo da dire, ché varietà e innovazione non son certo da cercare da queste bande. Ma se cercate una party band adrenalinica e sguaiata come la linguaccia di Mick Jagger nel 1966, i Mach Shau possono fare al caso vostro. D’altro canto, “Mach Shau” è il grido in tedesco (bisognerebbe scrivere “schau”… ma sbagliare l’ortografia è più rock’n’roll) che i Beatles pre-successo e pre-pop si sentivano rivolgere nei locali di Amburgo: “Fate casino!”. Perciò, basta parlare, alzatevi dalle sedioline e muovete il culo!

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La recensione Ten Violent Songs di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-07-21 00:00:00

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