14/06/2019

Ci sono momenti della vita in cui musicalmente mi sento spiazzato, momenti noiosi in cui non trovo nuove uscite che soddisfino pienamente il mio palato. Delle volte mi capita anche di entrare in libreria senza un’idea precisa ed indugiare nell’acquisto del libro di un autore che non conosco perché colpito dal titolo o dalla copertina. Non avevo mai ascoltato i we melt chocolate prima d’ora. Ma, sicuramente, il loro nome particolare ha fatto presa sul goloso sottoscritto.

Negli ultimi mesi mi è capitato d’imbattermi in diverse band del capoluogo toscano (su tutte i God of the Basement), devo ammettere, ho cambiato opinione sulla scena di una città che, pur vantando un glorioso passato rinascimentale, a livello musicale, nell’ultimo decennio, ha decisamente subito il confronto con province ben più piccole.

Volevo far leva sul campanilismo che anima questa pittoresca regione per introdurvi “s\t”, il primo album ufficiale della formazione fiorentina nata dall’unione di altre due band preesistenti, gli Evanicetrip e gli Shades of Blue. “s\t” è la continuazione ideologica del loro ep di debutto, “Space owl”- edito ben quattro anni fa- del quale contiene anche le tracce. L’affinamento, oserei dire, la barricatura sonora di una band che ha aperto gli occhi di una regione sullo shoegaze, reinterpretando quest’attitudine musicale attraverso un personalissimo linguaggio che mixa il misticismo tribale dei My Baby al romanticismo quasi psichedelico dei Daughter. Tra melodie soffuse e chitarre riverberate, momenti di gravità noise dai quali il tono femminile di Vanessa Billi emerge delicatamente come un fiore in un campo d’asfalto.

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La recensione we melt chocolate - Recensione - s/t di Marco Beltramelli è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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