01/07/2019

Il debutto di Giulio Fonseca aka Go Dugong per Hyperjazz non potrebbe essere più adatto a questo periodo: l’afa irrespirabile, il desiderio di evasione, la voglia di vacanza come luogo non solo fisico ma anche mentale, lontano dalle brutture etiche dal bla bla dei social. Tornare a casa, per Go Dugong, significa dedicare il suo EP TRNT alla sua città natale, Taranto, simbolo del mare salentino ma anche dell’Ilva, la fabbrica che uccide, la piccola Chernobyl italiana. 

Un dualismo, questo, che viene fuori prepotentemente nelle 4 nuove tracce, incredibilmente potenti ed evocative, che si muovono tra una nuova interpretazione della Taranta, una trance destrutturata e solida, che fa da contraltare al pezzo più greve e cadenzato, che è appunto Ilva.

La natura che fa il paio con l’inquinamento, il divertimento a due passi dalla tragedia, una contraddizione tutta italiana che non deve in alcun modo passare come normalità. La musica di Go Dugong si riappropria delle origini e non cerca ispirazione dal mondo, eleva come proprio mondo la città di Taranto, che oggi ha una colonna sonora pazzesca per ripartire. In quanto a noi, alle contraddizioni che stiamo passando in questo momento storico bellissimo e infame, TRNT riesce ad intercettare le differenze e a farle convivere in quattro pezzi differenti e insieme organici, mischiando sapientemente melodie grevi con beat forsennati, con lo sguardo rivolto al futuro.

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La recensione Go Dugong - Recensione - TRNT di Simone Stefanini è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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