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RECENSIONE
01/08/2005

Fosse durato un tot di minuti in meno, staremmo a parlare di “Sto correndo”, opera prima di Carlo Spera e dei suoi Stereonoise, come di un album intrigante e coraggioso. Probabilmente avremmo anche tirato fuori qualche luogo comune di circostanza e classificato il tutto nell’ipotetico file “belle speranze”. Sarebbe stato semplice persino di fronte a un lavoro per nulla scontato come questo, nato con l’intenzione di far convivere al meglio la musica elettronica con l’istinto rock, l’eleganza jazz con il tribalismo techno. Compito ambizioso, certo, sia pur non originale, ma perché negare che il break beat proposto senza risparmio dal musicista sardo suona bene se messo a fianco al fascino di una tromba alla Miles Davis? E che le sei corde della chitarra elettrica riescono ad avvolgere i pezzi di “Sto correndo” in un una sorta di tabula rasa elettrificata? Con tanto di omaggio ai Depeche Mode, al Battiato primitivo, alla scuola di Sheffield, al funky, e il ricorso a qualche eco industriale. E a suoni a tratti lenti, ma per lo più furiosi, figli di un istinto nichilista, temperato da un’elettronica sempre padrona della situazione, che tira i fili di piccoli gioielli come la title-track, “Tempi moderni”, “Good vibrations”.

Non è un genio Carlo Spera, ma un buon assemblatore di suoni all’apparenza lontani tra loro. Avrebbe centrato i suoi obiettivi se si fosse dato una calmata e ridotto il minutaggio dell’album. Innegabile che “Sto correndo” soffra di una certa monotonia, tutta colpa di arrangiamenti che finiscono col somigliarsi tutti, di testi ricchi solo di ingenuità disarmante, di una prova vocale talmente piatta che Enrico Lo Verso sembra Gassman al confronto. Peccato, anche se questa volta ci si può accontentare.

Tracklist

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