< PRECEDENTE <
album Cosa ti è successo - kuadra

recensione kuadra Cosa ti è successo

Maninalto! 2019 - Hip-Hop, Elettronico, Post-Rock

RECENSIONE
30/09/2019

Procedere a piccoli passi, ambientarsi con prudenza, lasciar sprofondare i propri piedi nel terreno che si calpesta per appurarne la stabilità prima di andare avanti non è roba per i Kuadra. Esplosi con la veemente deflagrazione nu metal dei primi lavori, la band pavese sin dagli esordi non ha mai avuto alcuna intenzione di scendere a compromessi per evitare di farsi male ed ha preferito innaffiare la propria creatività con liquidi probabilmente tossici e poco raccomandabili (generati dall’ultima spremuta di un sound morto e sepolto e in decomposizione) che, contro ogni previsione, sono stati per loro davvero rinvigorenti anziché letali. La loro crescita artistica l’hanno perciò vissuta a modo loro e tutta sulla loro pelle, cimentandosi prima in esperienze musicali tanto potenti quanto derivative e poi cominciando a mostrare, con “Non avrai altro Dio all’infuori di te” (lp del 2016), una personalità scalpitante che si avviava a camminare con le proprie gambe.

In questo senso era interessante capire se la “svolta” sonora del 2016 era stato un caso di illuminazione momentanea o se i Kuadra avevano iniziato ad intravedere con più lucidità il proprio percorso senza correre forsennatamente sui terreni degli altri. La conferma che non si era trattato di un abbaglio arriva con “Cosa ti è successo”, in cui sonorità iper-moderne di matrice rap/hip-hop, scintillanti nelle loro robuste armature dark wave, non rinnegano la propria discendenza metal scaraventando sull’ascoltatore una violenza sonora devastante e tirata a lucido da folate di elettronica e bufere di suoni sintetici.

A caratterizzare questo “Cosa ti è successo” sono una serie di ingredienti azzeccati, come le ritmiche pulsanti che scandiscono in mille e uno modi diversi lo spelling di “pestare duro”, le liriche affilatissime e di denuncia che in certi momenti si aprono anche a riflessioni e confessioni più intime e le melodie glaciali e cupe, a cui si aggiungono una definizione del suono e una cura degli arrangiamenti meticolosa e incisiva (su cui comunque non avevamo dubbi visto che porta la firma di Giulio Ragno Favero).

Insomma, i Kuadra fanno a modo loro ma possiamo dire che lo fanno sempre più bene.

 

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >