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RECENSIONE
16/09/2019

Mattoni, un nome un programma: una specie di sberla in faccia oppure una scatola il cui contenuto non è quello che ti aspetti, un tegola che ti casca in testa. Night Skinny (un tempo TNS) ha firmato il suo quinto disco in studio con la consapevolezza di chi sa quel che sta facendo, e lo fa tremendamente bene. 

La coralità all’interno del mondo rap italiano prende sempre più piede solo che in questo caso non si tratta del concetto secondo il quale “l’unione fa la forza” bensì si punta all’eterogeneità, l’attitudine trasversale di saper maneggiare suoni e voci diverse tra loro, ottenendo un prodotto finale forte e coerente. 

In Mattoni, primo disco del producer uscito per una major (Island Records/Universal Music), vede al suo interno la presenza di ben 26 artisti, ed è giusto citarli tutti: Noyz Narcos, Marracash, Capo Plaza, Guè Pequeno, Fabri Fibra, Rkomi, Luchè, Ernia, Quentin40, Tedua, Lazza, Ketama126, Side Baby, Speranza, Shiva, Franco126, Izi, Jake La Furia, Taxi B, Madame, Vale Lambo, Lele Blade, CoCo, Geolier, Chadia Rodriguez e Achille Lauro.

Diteci voi ora se dentro questo disco non c’è tutto quello che conta nella scena hip hop italiana contemporanea: trap, rap, vecchia scuola (che continua ad insegnare) e nuove leve, scene differenti che trovano nel magistrale lavoro del producer molisano un equilibrio perfetto, o meglio ancor una visione a 360° di quello che sta succedendo nella scena negli ultimi anni. C’è uno spazio giusto per tutti, l’opportunità di esprimersi con il proprio linguaggio che si fonde con quello differente degli altri. 

Il ruolo del producer sta finalmente assumendo con il passare del tempo sempre più rilievo e Night Skinny, all’anagrafe Luca Pace, conferma con questo quinto disco le sue capacità non solo tecniche ma anche di figura collante e portante all’interno della scena hip hop italiana. Mattoni arriva dopo un paio di anni da “Pezzi” e ne è il continuatore concettuale; poteva diventare un disco solo trap ma alla fine ha preso forme diverse, da ogni sottogenere o categoria rappresentativa. 

Il sound che scorre per tutte le 16 tracce è freschissimo, contaminato dalla wave americana della West Coast 2.0 (capitanata da figure come Asap Rocky e Pusha T) mantiene salde le sue origini grazie anche all’uso di sample che arrivano da vecchie culture: in "Saluti (feat. Guè Pequeno, Fabri Fibra, Rkomi & Carolina Marquez)" il campione arriva dalla cultura dance anni ’90 con "All Around The World" degli ATC, con Ketama126, Side Baby e Franco126 in "Stay Away" si mixa la musica da camera, mentre in "Fare Chiasso" con Quentin40 e Rkomi il sample viene dal soul più deep di Minnie Riperton.

Non certo un lavoro di ricerca musicale da poco. In "Sciaqua la Bocca" l’unica voce è quella di Chadia Rodriguez, l’autotune c’è sempre ma le barre toccano livelli ancora inesplorati persino per la giovane rapper, stesso discorso per ".Rosso" dove il producer lascia campo libero al nome rivelazione del rap underground di quest’anno, Madame.

Un vero e proprio lavoro da perfetto direttore d’orchestra: Mattoni arriva al momento giusto, è condito degli ingredienti più variopinti e fa le pulci persino all’ultimo Machete, che fino ad ora era rimasto il disco rap indiscusso di quest’estate. 

Tracklist

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