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album You Are Nervous - By popular demand

recensione By popular demand You Are Nervous

Fosbury Records / Audioglobe 2005 - Rock, Indie, Blues

RECENSIONE
06/03/2006

Ci sono band che passano ingiustamente inosservate. E i By popular demand di Galliera Veneta sono fra queste. Non che stia scoprendo la next big thing italiana, per carità. Ma un buon gruppo che pesta come si deve, ecco, quello sì. Sarà che l’uscita per Fosbury, che di solito apparecchia indie rock intellettuale, non gli ha fatto bene: ignorati sia dai patiti del cerebro-pop da cameretta che da quelli del r’n’r scorbutico e graffiante, che di certo non vanno a servirsi alla casa di Treviso. Peccato, peccato. I By popular demand suonano come la versione pop di Red Worm’s farm e di One dimensional man, per restare dalle nostre/loro parti. E sottolineo pop. Che nel caso specifico significa canzoni con melodia, strofa e ritornello cantabili, ma non per questo sdolcinate o smidollate. È un pop relativo, insomma, tale solo rispetto al casino indiavolato dei due benemeriti gruppi citati (ma sai chi li registra? Giulio Ragno Favero, guarda un po’. Come “chi è”? L’ex chitarrista di Odm e Mostri, no? Tsk, certa gente…). Per darvi un’idea un pochettiello più precisa – ché già vi vedo a grattuccicchiarvi perplessi la testolina -, vi parlerò allora di un riuscito incrocio, viscerale e violento al punto giusto, tra The Hives, Jon Spencer Blues Explosion (“Sugar”, “Teenager Blues”), P. J. Harvey (esplicitamente omaggiata in “Oh My Polly Jean”, con tanto di citazioni di suoi titoli), Patti Smith dei tempi d’oro (ascoltatevi il ritornello di “Don’t Care Sweet Bear” e godete). Il tutto suonato con la freschezza che potrebbero avere gli Strokes. Tutto chiaro? Niente di nuovo, e magari un po’ vecchiotto (ma che di questi tempi fa pure figo, dai, ammettiamolo). Ma suonato con un’energia e una determinazione che in Italia raramente si accompagnano a chi sa anche scrivere canzoni. E i By popular demand, signori miei, lo sanno, eccome. Solo che magari dalla prossima prova ci si aspetta più personalità. Ma diobono, come pompano, per l’intanto. Dinamite. Accatetevilli.

Tracklist

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Commenti (2)
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  • Faustiko Murizzi 20/06/2006 ore 12:39

    ho comprato il cd al Miami... un ottimo acquisto!!! il cd mi piace di brutto e mi sembra fra le cose più belle 'made in italy' di questo 2006 (sarà che ho un debole per quel sound). :]

    unico dubbio: "11.30 pm" inizia come "plastilina" degli afterhours, no? :[

    > rispondi a @faustiko
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