Dilaudid promo 2005 - Psichedelia, Grunge, Alternativo

precedente precedente

Grunge, grunge e ancora grunge. Ultimamente sembra quasi che il solo proferir tale parola sia in grado di risvegliare nei giovani rockers nostrani, come per magia, non solo adolescenziali ardori musicali ma soprattutto un’irresistibile voglia d’anteporsi orgogliosamente alle innumerevoli pop-band che scaricano velenose tossine sonore nei palinsesti delle nostre radio nazionali (Volete i nomi? Volentieri! Zero Assoluto, Sugarfree, Velvet e via dicendo). Anteporsi? Come? Rispolverando i vecchi ma ormai collaudati ingredienti di un genere che ha fatto il bello e cattivo tempo per un decennio e più. E’ così che dopo aver avuto modo di recensire recentemente il demoCD dei milanesi The Hands mi ritrovo tra le mani il promo dei cugini comaschi Dilaudid che, guarda caso, viaggiano sulle stesse frequenze musicali, quelle del grunge-rock, appunto.

Ad onor del vero i Dilaudid rinnegano qualsiasi aprioristico e celebrativo integralismo melodico e coraggiosamente annacquano il grunge di seattleana memoria – lo snaturano talvolta – italianizzandone la formula proprio laddove pulsava il suo cuore sonico, ovvero nell’uso della voce e negli arrangiamenti delle chitarre: la prima, talvolta fuori modulazione, si adagia su linee melodiche particolarmente compiacenti, rabbiose solo a tratti, fin troppo devote alla tradizione rock di scuola italiana (dove le grida sono mero esercizio di diaframma e non disperato vagito esistenziale) mentre le seconde graffiano solo a metà privilegiando i suoni d’atmosfera piuttosto che le aride distorsioni – che del grunge rappresentarono sfumatura irrinunciabile – a vantaggio invece di un sound che confusamente imbarca frivolezze pop-psichedeliche (“Radaschiuma”) e cattiverie nu-metal (“Fondamentale”) senza mai disdegnare il diabolico richiamo del ritornello.

Un applauso alla scelta di cantare in italiano – l’intensità delle liriche la lascio però giudicare a voi – e alla diplomatica saggezza del compromesso musicale tra spigolosità transoceaniche e carinerie casalinghe con l’auspicio però che l’album a venire – dove i quattro brani del promo in esame andranno a confluire – riesca a trarre utili profitti da queste velleità compromissorie piuttosto che pericolose gabbie mentali.

---
La recensione promo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-09-14 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
IL TUO CARRELLO