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album s/t - The Hands

The Hands

s/t

2005 - Rock, Grunge, Post-Rock

RECENSIONE
02/11/2005

Certo che questi ragazzi lombardi devono esserci proprio rimasti male, a fine anni ’90, dopo aver assistito dalle scomode poltrone di prima fila alla morte lenta e inesorabile del grunge, poi soppiantato mestamente dal terrorismo musicale nu-metal di Korn e relativi compagni di merende! Deve essere stato talmente doloroso il contraccolpo da costringerli – forse inconsciamente - ad una sorta di postuma venerazione di tutto ciò che è stato gloriosamente suonato in dieci anni e più di grunge-rock statunitense – dai Mudhoney ai Pearl Jam passando agevolmente per i Soundgarden – fin quasi a renderli surreale incarnazione dei cenciosi musicisti dell’epoca, brutali poeti dalla camicia a scacchi.

Sono delle volpi i The Hands! Tanto di cappello! Si muovono a passo svelto tra le ruvide e potenti melodie del grunge come se l’avessero inventato loro in una magmatica Milano a pochi passi da un confine immaginario col Canada (a buon intenditor poche parole!). Il loro demo-cd scivola facile facile all’interno del nostro lettore-cd e, paradossalmente, piace. Suona bene, insomma, per quanto tutti quei ventisei minuti e spiccioli di musica stiano lì, fermi, a rincorrere se stessi in una subliminale quanto nostalgica riproposizione di alcuni album venerabili (a ragione!) dell’epoca come “Badmotorfinger” dei Soungarden, “Superfuzz Bigmuzz” dei Mudhoney e, soprattutto, “Ten” e “Versus” dei Pearl Jam, quest’ultimi indiscussi punti di riferimento per la giovane band dell’hinterland milanese: le chitarre sferzanti di Enzo e Angelo ripercorrono momenti vissuti di già con Mike McReady e Stone Gossard mentre la voce di Ale – seppur senza carisma – emula dignitosamente quella incomparabile del grande Eddie Vedder persino nel tuonare le stesse parole di rabbia e autodeterminazione tanto care al rocker di Evanston (vi basti l’ascolto di “Spirit Of Light” e “RCF”).

Una piacevole cartolina (in bianco/nero) in ricordo dei bei tempi che furono, spedita dall’Italia a Seattle con ringraziamenti e saluti.

Tracklist

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