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album L'intrusa - Yel Bosco

recensione Yel Bosco L'intrusa

CD Baby 2019 - Cantautore, Jazz, Swing

RECENSIONE
18/02/2020

Yel Bosco scrive e canta storie sulla sua "esperienza di viaggio attraverso i generi": così la poesia jazz del suo album "L'intrusa" abbatte i muri. Le 11 canzoni di questo disco molto autobiografico, registrato in presa diretta, sono state suonate dal quartetto di musicisti professionisti formato da Loris Tarantino al pianoforte, Dino Cerruti al contrabbasso, Rudy Cervetto alla batteria e Stefano Riggi al sax. L'artista di Savona, come spiega la presentazione del lavoro, racconta "la complessa esperienza del transitare da un genere all’altro, un percorso difficile e doloroso ma, in qualche modo, obbligato per chi si trova ad affrontarlo".

Yel Bosco, al suo primo album in forma jazz, crea e interpreta i brani con sensibilità e delicatezza, senza trope cadute retoriche, danzando su arrangiamenti meravigliosi e trattando poeticamente temi importanti come le violenze ("Fiore reciso") e le diversità ("La classifica", "Uscita senza entrata"). La title-track dell'album, tra l'altro, è accompagnata da un videoclip che omaggia le pioniere transgender degli anni '60 e '70. L'auspicio è che l'artista continui a scalfire barriere e confini con la sua forza tranquilla, sentendosi sempre meno "L'intrusa".

Tracklist

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