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album Liscio Gelli - MariposaIn evidenza

recensione Mariposa Liscio Gelli

Santeria / La famosa etichetta Trovarobato / Audioglobe 2020 - Cantautore, Sperimentale

RECENSIONE
27/01/2020

Immaginatevi se la mitica tre giorni di pace, amore e musica di Woodstock si fosse svolta sulla riviera romagnola: è questo lo scenario in cui si potrebbe collocare Liscio Gelli, ultima fatica degli imprevedibili Mariposa, qua in cerca di dare risalto a quello che è il genere musicale universalmente riconosciuto come il più sfigato, ossia il liscio.

In realtà, inquadrare il liscio nella cornice hippie sarebbe riduttivo per un disco in cui si salta con disinvoltura da un genere all’altro, fra ritmiche latino-americane, galop (con tanto di citazione ramonesiana "Hey Oh, Let’s Go!"), polke e quant’altro, il tutto in salsa psichedelica. Il risultato è al contempo esilarante e coinvolgente, un bizzarro esercizio di stile ricco di spunti nel caso in cui l'orchestra di Raul Casadei volesse dare una rinfrescata al suo repertorio. Anche i brani meno sperimentali e più legati alla tradizione del liscio presentano una mano di pazzia lisergica: per esempio, Nando potrebbe benissimo essere suonata a una qualche sagra di paese, se non fosse per il testo surreale e le interferenze aliene che fanno occasionalmente capolino.

In tutto questo, cosa c’entra Licio Gelli? In realtà ben poco, anche rispetto a quanto detto dagli stessi Mariposa. È innegabile però che le tinte più fosche del disco, come la filastrocca horror Let’s Go Party o la conclusiva Il Lupo, subiscano l’effetto di un nome così ingombrante nel titolo, uno spettro che aleggia senza mai palesarsi del tutto. L’altro spirito che emerge da queste divertissement allucinogeno in dodici tracce, questa volta come guida, è quella di Daevid Allen, capostipite di quell’intricatissimo albero genealogico musicale chiamato Gong. Liscio Gelli è dedicato alla memoria del chitarrista australiano, scomparso nel 2015 e che aveva collaborato con i Mariposa nel 2009. La sua influenza su questo lavoro è lampante, fra le innumerevoli bizzarrie che l’arrangiamento di ogni brano presenta. Chissà se nell’aldilà potrà godersi i Mariposa sulle frequenze di Radio Gnome Invisible.

Tracklist

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