20/09/2005 di Marco Daretti

Ci sono i carruggi a Glasgow? E i camalli al porto di New York? Il Marassi è a Berlino? No, niente di tutto questo. Non c’è modo di girare intorno alla questione: “Arm your cameras” proviene veramente da Genova, è un disco fatto in Italia che però ha un respiro profondamente internazionale. Questa piccola chicca da esportazione porta la firma dei Blown Paper Bags, riunitisi sotto tale sigla solo dallo scorso anno, ma provenienti tutti da precedenti esperienze in altre band cittadine.

Ciò a cui assistiamo nelle sette tracce di questo mini-album è un’esplosione più o meno incontrollata di sonorità viscerali, tra ritmi stortignaccoli e spezzati, synth malconci e impazziti e bassi grassi che spargono olio sulla pista sempre più scivolosa. Il cd si apre con il “Blown manifesto” che ci fa presagire quello a cui andiamo incontro: una violenza riot-disco-punk che non disdegna le melodie più elementari. Elettronica analogica a profusione, in un tripudio di sintetizzatori Korg, Roland e Moog. Attacchi degni dei migliori Casio-terrorists. La vena poppeggiante dei Bis con la furia degli Ex-Models. Gli Help She Can’t Swim in costume da bagno che tengono un concerto sul panfilo dei Beastie Boys. L’algore degli Adult sputtanato dall’attitudine guascona dei Junior Senior. E una massiccia dose di punkfunk rimasticato, a cui si accompagnano titoli farneticanti ed esaltanti come “Double Dragon On The Dancefloor”, “Pass My Tape (to DFA)” e “European Secret Service”.

Un debutto assolutamente convincente, elettrizzante, bello come un diamante grezzo. E diamogliela, questa benedetta cassetta, ai tizi della DFA. E non solo a loro.

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