Astetal Veliger 2020 - Strumentale, Post-Rock, Ambient

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Un disco che segue coordinate bilanciate ed in costante progressione, descrivendo costantemente emozioni.

Le scelte personali modificano il percorso della nostra esistenza e indirizzano l’andamento della vita. La ricerca di quelle corrette guidano spesso i nostri comportamenti, mentre quelle sbagliate ci fanno convivere con i “se”.
In ambito musicale, le giuste scelte determinano spesso la qualità delle opere: i tempi, i suoni, l’armonia tra gli elementi: tante piccole scelte che fanno la differenza e che non arrivano per caso, ma sono il frutto di lavoro, impegno, sensibilità, creatività.

Le scelte corrette rendono un album un grande album e la band che lo ha composto degna di ogni attenzione e questo è uno di quei casi: Astetal è il nome del gruppo, “Veliger” quello del disco di cui non perdere l'ascolto. Perché pur trattandosi di un lavoro di esordio, c'è tanta qualità a cui prestare orecchio e cervello.
Le sette tracce che si susseguono infatti attraversano luoghi e momenti lungo emotive cavalcate strumentali dal grande carattere e forza evocativa: il risultato delle scelte di cui dicevamo all'inizio, quelle compiute nella composizione, che fanno di "Veliger" un disco di decisioni quasi sempre azzeccate.

Che si passi per le radiose suggestioni di “Resilience”, le precise coordinate di “Moth”, le cupe ambientazioni di “Insomnia” o le ipnotiche trame della title track, “Veliger” è un disco che segue coordinate bilanciate ed in costante progressione, descrivendo costantemente emozioni.

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La recensione Veliger di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-03-05 10:48:41

COMMENTI (1)

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  • Giampaolo 19 mesi Rispondi

    Un'opera...che dire quando ti toglie il fiato e ti fa volare ?...BRAVI E BASTA ...grazie ASTETAL