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RECENSIONE
28/01/2020

Certo ce ne rendiamo perfettamente conto di come questo Apocalypse Lounge non sia esattamente il disco più immediatamente comprensibile di tutti ma vi chiediamo un'oncia della vostra attenzione. Già perché il lavoro compiuto dal fondatore di Tannen Records, Riccardo Orlandi, è un lavoro non soltanto raffinato ma anche dal fortissimo impatto culturale e musicale. Già perché Orlandi, recuperando tutti gli stilemi delle colonne sonore italiane degli anni '60 e '70 costruisce un disco iper-stratificato, in cui pezzi come Time Out brillano di fortissima ed evidentissima bellezza (anche dal punto di vista dei testi!). Un album quindi di grande eleganza, che è proprio bello far suonare, scusateci la metafora, sul piatto del giradischi sia in casa come fuori, magari in un locale, il sabato sera, quando la notte cala e la voglia di parlare, vivere e, perché no, amare sale. Tuttavia occorre fare un distinguo abbastanza importante: questo è un lavoro certo col marchio di fabbrica del già citato Orlandi ma non è un lavoro compiuto in solitaria. Non si non può citare il supporto, anzi la vera e propria collaborazione offerta da Giovanni Succi, il quale non solo ha la paternità del progetto musicale ma anche cantato e scritto la maggior parte dei pezzi. 

Infatti per la realizzazione di questo disco Riccardo Orlandi si è avvalso del meglio del meglio della musica indipendente e di ricerca italiana dei nostri giorni. Nomi come Nicola Manzan (Bologna Violenta, Ronin) al violino, Massimo Martellotta (Calibro 35) al sintetizzatore, Dj Argento allo scratch, Francesca Amati (Comaneci) alla voce, nonché la presenza nell'ultimo brano del disco del duo hip hop di Minneapolis Kill The Vultures. Nomi così fanno di questo Apocalypse Lounge un grande disco a prescindere. 

Tracklist

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