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album S.A.D. Storm and Drugs - Dardust

recensione Dardust S.A.D. Storm and Drugs

2020 - Elettronico, Crossover, Classica

RECENSIONE
20/01/2020

Il suo nome è apparso un po’ ovunque, dalla vittoria di Sanremo ai successi delle classifiche italiane. In combutta con interpreti trap e urban o con i nuovi portavoce del cantautorato.

Quale sia la sfaccettatura di Dardust che preferite, il suo successo è una chiava di lettura importante per comprendere a pieno le intenzioni filosofiche che ne muovono i lavori solisti. Da un produttore del genere era lecito aspettarsi un album di featuring, sarebbe stato molto più facile e redditizio, S.A.D Storm And Drugs, è invece il terzo capitolo di una trilogia che ha il compito di definirlo innanzitutto come artista. In tutti i suoi aspetti meno noti e sponsorizzati, in definitiva, nella sua vera essenza.

La musica è uno scontro tra melodia e parola. Dietro uno dei più noti produttori nazionali si nasconde il paroliere, il ghost writer che ha firmato una grande fetta dei successi pop degli ultimi cinque anni. Dover sempre prestare voce ad altri interpreti ha probabilmente inciso sulla sua volontà di aprirsi come musicista, La melodia permette una libertà che infrange le barriere della lingua. La melodia, proiezioni della tempesta personale di Dario, sulla quale ogni ascoltatore può immedesimarsi con la propria storia.

S.A.D , l’album meno lineare della trilogia imbastita sul triangolo Berlino- Reykjavik -Londra, parte dal pianoforte per poi evolvere in un sound molto più complesso, a differenza della scuola minimale scandinava, le sfumature elettroniche non sono relegate al ruolo di mere accompagnatrici dello strumento a corde ma esplodendo in veri e propri momenti di caos emozionale. Più che Einaudi, ricordano Jon Hopkins.

Lo Sturm und drang è il famoso movimento tedesco che ha gettato le basi per il romanticismo ed una nuova forma d’intendere la musica classica, nato come esigenza espressiva di risposta ai canoni stereotipati imposti dall’accademia. Come il famoso movimento tedesco dal quale trae ispirazione, S.A.D. “non è altro” che una risposta alla bellezza artificiale di un neoclassicismo ben più attuale.

Una risposta di grande classe.

Tracklist

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