Paolo Agosta Nuove strade 2005 - Rock, Pop

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Quattordici brani pop-rock infarciti da un sound di chiara ispirazione british e da testi vissuti ed appassionati: è questo il biglietto da visita che Paolo Agosta propone in “Nuove strade” suo debutto discografico.

Un disco intenso e coinvolgente per un musicista capace di tradurre in musica sentimenti e stati d’animo interpretati attingendo alla scena rock anni settanta e agli stilemi pop più ricercati.

Emblematici esempi di questa affascinante cifra stilistica, brani come la struggente “Mondo di plastica” (introdotta da uno splendida melodia di piano), la frizzante “Punto a capo”, “Nuove strade” e il trascinante anthem “Vivo” (“Vivo anche se a volte ce l’ho con tutto il mondo…”). Pezzi in cui Agosta si dimostra capace di mediare con gusto e personalità la musica mandata per tanti anni a memoria sfogando con chitarre al vetriolo, echi psichedelici e spunti melodici la sua passione per gruppi come Pink Floyd, Queen o i più recenti Radiohead.

Il tutto a comporre un disco piuttosto credibile che ha, tuttavia, dei limiti nell’eccessivo minutaggio ed in alcuni scivoloni in un pop troppo dozzinale (per dire, in alcune parti de “L’ambiguità” sembra di ascoltare Nek!). Giudizio comunque positivo per un artista che, se riuscirà a non farsi ammaliare troppo dalle sirene del pop commerciale, continuerà a suonare note coinvolgenti ed interessanti.

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La recensione Nuove strade di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-09-13 00:00:00

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