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album 5 - Giovanni TruppiDisco della settimana

recensione Giovanni Truppi 5

2020 - Cantautore

RECENSIONE
31/01/2020

Giovanni Truppi gioca il jolly con 5, un EP di canzoni d’amore e duetti bellissimi, che è anche un fumetto che illustra i pezzi. Nella discografia di Giovanni (che sta andando bene), questo nuovo lavoro che contiene tre pezzi editi e due inediti, è di sicuro la cosa più pop che abbia mai fatto, quello con più appeal commerciale. È un peccato? Manco per idea, anzi, la sua evoluzione verso le canzoni che possono capire anche quelli che non masticano troppo di musica è un percorso molto organico, partito alla grande con Poesia e civiltà, uno degli album più belli dello scorso anno.

Proprio da quel disco sono tratte le tre nuove versioni di altrettanti pezzi, già molto belli nella versione originale: Mia, Conoscersi in una situazione di difficoltà e Due segreti. Non pensiate però che Giovanni abbia fatto la furbata di far cantare qualche collega sulla base insieme a lui: anche la musica è arrangiata diversamente e riesce a dare più spessore, più spinta dove serve. In questo 5 c'è un'adunata del miglior cantautorato italiano di oggi, tutto racchiuso in 20 minuti.

Mia è cantata insieme a Calcutta, che già aveva voluto Giovanni sul palco del suo concerto napoletano e insieme giocano di controcanti, con la voce di Edoardo sempre più intonata, quindi alla fine la canzone ne guadagna e diventa un potenziale singolo che non ti togli dalla testa, nonostante la costruzione non esattamente canonica. Conoscersi in una situazione di difficoltà in duetto con Niccolò Fabi è splendida, non trovo altri aggettivi per descriverla. Fabi apre il ritornello e canta una strofa, con voce delicata alla Damien Rice, che contrasta con quella scura di Truppi, e insieme riescono a commuovere anche i muri.  Discorso diverso per Due segreti con La Rappresentante di Lista: la voce di Veronica Lucchesi dialoga con quella di Giovanni e il pezzo diventa ancora di più teatro-canzone, nella migliore accezione del termine. Veniamo agli inediti: Procreare è cantata con Dario Brunori e sembra fatta proprio per lui. Stavolta le voci sono simili di tonalità ma la canzone, che  è un’esortazione all’unione, sembra un pezzo degli anni ’60, del periodo hippie, oppure di quelli che potresti ascoltare ai raduni di preghiera. Fa stare bene.  Il tuo numero di telefono chiude l’EP ed è anche l’unica cantata dal solo Giovanni, ed è una canzone che sarebbe stata molto bene nell’album precedente: un’ode all’esistenza della persona amata, senza nessuna richiesta di vincolo, come fosse un’entità pagana da adorare, ma detta con parole più semplici e più efficaci. Giovanni Truppi merita il successo che sta avendo e anche quello che non è ancora riuscito ad avere, e questo 5 ne è la conferma. Un antidoto all’itpop e alla banalità.

Tracklist

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